Tradizioni e sapori naturali. Lo slow food al Trasimeno

Farro, orzo, miglio, ceci, cicerchia, lenticchie e fagiolina sono tra le coltivazioni più importanti nell’area del Trasimeno. In vendita anche direttamente in azienda agricola.

Molto apprezzati in cucina e utilizzati come contorno a pesce e carni bianche e rosse. Ideali per creme e passate, i legumi e cereali sono essenziali per un’alimentazione sana ed equilibrata.

Siete amanti della pasta fatta in casa?

Potete cimentarvi a lavorare le farine ottenute dalle produzioni agricole della nostra zona, e perché no, provare a fare a casa la Torta al testo! Anche nella versione con semola di farro.

Fagiolina del Trasimeno

La fagiolina è un piccolo legume, prezioso per il suo apporto proteico e di facile digestione. Dolce al gusto e tenero al palato. Adoperata da gourmet e grandi chef per la preparazione di piatti della tradizione o nuove ricette. È utilizzata per la preparazione di bruschette, zuppe, minestre e per accompagnare primi di pasta fresca.

Dal sapore dolce e dalla tenera consistenza, è perfetta per antipasti freddi e caldi. Ottima anche se servita al naturale, lessa, con olio, sale e pepe. E’ semplicissima da cucinare, non necessita infatti di ammollo prima della cottura.

Caratteristiche

Legume della specie nota con il nome comune di fagiolo dall’occhio. Dal colore bianco o di diverse sfumature che variano dal bianco-crema al marrone scuro. Questa sua caratteristica denota l’importanza che il seme ha nella sfera della biodiversità: differenti colori, per un prodotto che è rimasto intatto dall’antichità fino ai nostri giorni.

La fagiolina del Trasimeno è uno dei dei pochi legumi autoctoni europei che ancora è possibile degustare. Per definire e mantenere l’importanza della produzione agricola nella zona, è stato creato il Consorzio della Fagiolina del Trasimeno, che dal 2002 garantisce le corrette tecniche di produzione e raccolta, nel rispetto del disciplinare di produzione, e si occupa della commercializzazione del legume.

La fagiolina è utilizzata anche come ingrediente per la produzione di una birra da ricetta e materie prime prevalentemente di origine umbra.

Riconoscimenti

La particolarità di questa coltivazione è stata riconosciuta anche da Slow Food, associazione che valorizza la cultura gastronomica, a favore della biodiversità e della sostenibilità nell’agricoltura. Dal 2000 la fagiolina è riconosciuta come presidio da salvaguardare e da promuovere.

Produzione

Ciclo di produzione:

  • semina in primavera
  • raccolta manuale a scalare, dal mese di luglio fino ad ottobre, raccolta ogni 3-4 giorni
  • seccatura
  • battitura dei baccelli con forche e bastoni
  • separazione dalle impurità
  • confezionamento

Se possiamo ancora deliziarci di questo sapore particolare, è grazie alla volontà di alcuni contadini che ne hanno riportato in auge la coltivazione a pieno campo, andata quasi a scomparire nel periodo fra il dopoguerra e gli anni ’80. La raccolta manuale a scalare, che consacra l’importanza dell’uomo per la raccolta di questo prodotto, aveva infatti fatto cadere in disuso questa coltivazione, a favore di colture a maggior valenza meccanica.

Dove acquistare